La cottura uccide gli alimenti (Parte undicesima)

Da vari esperimenti, analisi e constatazioni è stato dimostrato che la cottura con i mezzi artificiali non arreca nessun profitto al cibo. Si raccomanda la cottura per distruggere i microbi, ma è stato provato che molti microbi resistono alle più alte temperature, mentre le vitamine ed i minerali nella cottura si distruggono.

Si consiglia la pastorizzazione, la sterilizzazione ecc. per lottare contro l’infezione dei microbi; ed invece con questi procedimenti si aprono le porte alle infezioni, poichè l’individuo che ingerisce alimenti cotti e sterilizzati fornisce al proprio fisico un cibo privo di vitamine e sostanze indispensabili che non danno vigore ma al contrario lo rendono incapace di lottare contro i pericolosi microbi che facendosi beffe della cottura e della sterilizzazione invadono l’organismo. Molti scienziati hanno provato che nel campo dei germi patogeni il terreno ha grandissima importanza. Un organismo sano non teme alcun microbo, colui che segue un modo di vita igienico non deve ricorrere alla cottura, alla sterilizzazione ed alla disinfezione per vincere i microbi ed ancora meno deve aspettarsi aiuto dai ≪miracolosi vaccini≫.

La natura se rispettata fornisce all’essere umano ogni cosa per combattere e distruggere tutti i microbi evitando ogni epidemia e vivendo in ottima salute. ≪Allo scopo di provare che i microbi non sempre hanno il ruolo attribuito nell’origine delle malattie, il chimico tedesco Marx von Pettenkofer, alla fine del XIX◦ secolo non esitò a trangugiare, sotto gli occhi dei suoi allievi una cultura di bacilli di febbre tifoidea, e mai ne fu incomodato. Nel 1892, in piena epidemia di colera egli inghiottì una intera coltura di bacilli del colera, per dimostrare a Koch il suo errore in microbiologia. Altri uominicavie ricevettero dosi microbiche del colera, della peste, della lebbra, del tifo, della tubercolosi, senza essere intaccati da queste malattie. Fiedling, Valton, Richard, Parandel ed altri si prestarono per queste esperienze≫. (Bollettino d’informazione dell’Associazione Svizzera Francese per la salute).

La cottura disperde ogni sostanza, gli elementi nutritivi, le vitamine, i minerali, l’aroma, il sapore naturale, e contrariamente a ciò che si pensa l’alimento cotto è indigesto. In un essere sano infatti l’alimento crudo è digerito molto più rapidamente dello stesso cotto. Se molti oggi, non sono più in grado di digerire un alimento crudo è solo perchè hanno danneggiato il loro apparato digestivo.

Coloro che non possono mangiare crudo faranno cuocere i cibi di preferenza a vapore o con pochissima acqua o a stufato in recipienti di preferenza di terra cotta (meglio quelli non smaltati) di ghisa o di ferro smaltato, con lo smalto intatto. I cibi si cuoceranno il meno possibile tenendo però sempre conto della propria facoltà nel digerire; ognuno cercherà di riadattarsi gradualmente ai cibi crudi. Coloro che sono magri e nervosi devono evitare gli alimenti crudi e la frutta acida.

Per tutti gli individui indisposti, è raccomandato alternare al crudo un buon digiuno svolto con competenza e sorvegliato di preferenza da persone esperte. Questo è il mezzo più rapido per permettere all’organismo di far fronte al proprio compito. Il sole è l’unico mezzo previsto dal Creatore per cuocere ogni alimento; dal colore e dal profumo si avvertirà quando esso sia pronto per la consumazione. Dopo una cura rieducativa, i cibi crudi risulteranno più gustosi di quelli cotti. Alcuni alimenti impossibili ad ingerirsi allo stato naturale dovranno essere eliminati senza essere cotti, conditi, ecc. La vera alimentazione dell’essere umano deve esser composta di frutta e verdura tenera da consumarsi cruda ed in stato naturale. Solo questo può soddisfare il palata e fornire all’uomo bellezza, vigore, gioventù, e lunga vita.