Corso di Restauro – undicesima lezione

Gli utensili da affilare in un laboratorio di restauro sono molti: seghe, coltelli per segnare, taglierini, cesoie, sgorbie, scalpelli e pialle. Soprattutto gli ultimi due sono fra quelli che si affilano con più frequenza, è su questi che concentreremo la nostra lezione.

L’esigenza di affilare spesso un utensile parte dalla regola che “un utensile che non taglia non serve”, già ripetuta più volte nelle pagine del corso, è una regola questa che vi deve accompagnare sempre durante il lavoro. L’affilatura richiede molta pazienza e abilità, sono due qualità che si affinano col tempo e con i risultati.

Gli strumenti necessari per affilare pialle e scalpelli sono: una mola, delle pietre per l’affilatura, un pezzo di cuoio, e della pasta abrasiva.

  • Le mole: Ne esistono di diverse tipologie, sia elettriche che a pedale (quest’ultime oramai cadute in disuso), sia a secco che a bagno. Le migliori sono del tipo a bagno con numero di giri basso, non surriscaldano la lama quindi non c’è il pericolo di bruciare il filo. L’unico inconveniente é che richiedono più tempo per fare l’affilatura.
  • Le pietre per affilare: anche di queste c’è ne sono di vari tipi e gradazioni, ci sono lubrificate a olio o ad acqua, sintetiche o naturali. Le pietre ad acqua sono più lente ad affilare ma riescono a fare un filo molto più tagliente, sono generalmente più costose, si trovano in commercio in più gradazioni, grosse, medie e fini. Le pietre a olio sono le più usate, anche di queste c’è ne sono di più gradazioni , come per quelle ad acqua, quelle sintetiche sono più a buon mercato ma sono meno efficaci di quelle naturali tipo l’Arkansas. Di pietre ne esistono di varie forme, ad esempio quelle sagomate a goccia per affilare le sgorbie a profilo tondo, o quelle a triangolo per le sgorbie con il profilo a V.
  • Cuoio e pasta abrasiva: sono necessari per rifinire il filo dell’utensile, togliendo il truciolo che si forma dopo che è stato affilato sulla pietra, il cuoio deve essere di uno spessore di almeno mezzo centimetro, è però sufficiente anche più fine, in questo caso va incollato su di una tavoletta di legno. La pasta abrasiva migliore è quella che si usa per rettificare le valvole dei motori, ma va benissimo anche quella per lucidare l’acciaio Inox, o quella per lucidare le vernici. Attenzione però se usate quest’ultime due dovete poi pulire l’utensile con del alcool in quanto l’utensile può ossidarsi a causa dell’acido contenuto in queste paste.

nella foto potete vedere una mola a doppia velocità (400/1800 giri), per motivi fotografici sono stati tolti i carter di sicurezza, ha due particolarità: una è la possibilità di cambiare il tipo di mola a seconda delle esigenze, l’altra è quella di avere una sagoma regolabile, che permette di appoggiare l’utensile da affilare sempre con la stessa inclinazione, infatti è importantissimo ottenere con l’affilatura meccanica una suola regolare e con un’inclinazione adeguata al tipo di utensile.

Ogni utensile,quindi, richiede angolo di taglio differente a seconda del lavoro che svolge. Inizieremo ad affilare il nostro utensile con la mola elettrica,solo se è nuovo e va creato l’angolo di taglio, o se ha subito danni di vario genere, tipo la classica tacca che crea un chiodo quando lo incontriamo sulla nostra strada. In caso contrario se dobbiamo solo ridare efficacia al taglio lo passeremo direttamente sulla pietra e dopo sul cuoio per togliere il truciolo d’affilatura.

le classiche tacche che si formano quando incontriamo un chiodo, l’unico modo per eliminarle velocemente è usando la mola

dando l’inclinazione giusta all’utensile iniziamo a farlo girare sulla pietra, utilizzandola tutta, descrivendo dei grandi cerchi e dei movimenti a forma di 8.



di tanto in tanto lo passeremo anche sulla faccia opposta per eliminare il truciolo che si forma durante l’affilatura. tenete sempre l’utensile ben aderente al piano della pietra.

il colpo finale consiste nel passare l’utensile su di un pezzo di cuoio, sopra il quale avremo cosparso della pasta abrasiva fine, con i passaggi simili a quelli che abbiamo eseguito sulla pietra. Questa operazione oltre ad eliminare il truciolo di arrotatura affila in maniera più efficace l’utensile.

l’affilatura degli utensili come detto richiede molta pazienza e un pò di abilità, le dovrete usare soprattutto quando affilate una sgorbia, tale affilatura può richiedere anche più di un’ora su di un utensile nuovo e mai affilato, anche perchè si usa la mola solo per sgrossare, il resto del lavoro viene eseguito tutto a mano sulla pietra e sul cuoio.

Per verificare se un utensile taglia il miglior modo è quello di provarlo su di un pezzo di abete di testa, il taglio dovrà risultare lucido e la forza per eseguirlo dovrà essere contenuta, al contrario se durante il taglio l’utensile “strappa” e il taglio risulterà sfibrato dovrete continuare l’affilatura.

Buon lavoro