Acquario – I fosfati

I fosfati

I fosfati principalmente vengono introdotti in acqua tramite il cibo (soprattutto quello scadente). Questo se non viene mangiato, si putrefà sul fondo, producendo ammonio, fosfati e altre schifezze inquinanti. Ovviamente le alghe se ne nutrono molto facilmente e quindi la loro concentrazione in acqua deve essere sempre sotto gli 0,25mg/litro meglio 0,1mg/litro. Attenzione quando fate il test dei fosfati ripetetelo sempre 2 volte, uno prendendo l’acqua dalla superficie e il secondo campione da una zona del fondo dove circola poco l’acqua.

Se riuscirete a mantenere questi valori nel giusto range questo sarà già un grande passo verso la sconfitta delle alghe.
Ricordiamoci che il miglior modo, dopo il controllo dei valori, è quello di creare antagonismo tra le specie, le piante mangiano ciò che mangiano anche le alghe, e se le piante sono sane e crescono bene, queste assimileranno i nutrimenti prima che lo possano fare le alghe.

Ma supponiamo invece che da un giorno all’altro decidiamo di fertilizzare maggiormente di colpo o decidiamo di sospendere la fertilizzazione di colpo.
Nel primo caso, le piante di accorgeranno che in acqua c’è maggior nutrimento, ma prima che queste accelerino il loro metabolismo le alghe avranno già incominciato a nutrirsene.
Nel secondo le piante si troveranno senza nutrimento facilmente assimilabile e inizieranno a consumare le scorte interne, anche le alghe si troveranno senza nutrimento, ma visto che le scorte interne rispetto alle piante sono infinitamente inferiori, queste per sopravvivere dovranno adattarsi subito alle nuove condizioni, iniziando così ad assorbire nutrimento da altre fonti, spendendo energia e trasformando quindi altri elementi presenti in acqua, cosa che dopo molto tempo anche le piante inizieranno a fare, ma più lentamente rispetto alle alghe.

Questo accade al variare di ogni condizione, luce, nutrimento, temperatura ecc…
Ricordatevi quindi che se vorrete ad esempio allungare il fotoperiodo da 8 a 10 ore dovrete farlo in più tappe e diluendo il cambiamento in almeno un mese.

Se vi trovate a contrastare le alghe ricordatevi comunque che i risultati si farranno sempre attendere e anche se la conduzione del vostro ecosistema sarà da manuale, probabilmente di alcune alghe vi libererete solo dopo settimane (in alcuni casi dovrete addirittura eliminare le foglie colpite).

Vediamo ora i più comuni tipi di alghe e a cosa sono dovute.